L'oratorio di Santa Caterina all'Antella e i suoi pittori Progetto "La città degli Uffizi"
Oratorio di Santa Caterina, Bagno a Ripoli - Firenze 17 Febbraio 2009
  In collaborazione con:

La Soprintendenza Speciale per il Patrimonio Storico, Artistico ed Etnoantropologico e per il Polo Museale della Citta' di Firenze

La Soprintendenza Per I Beni Architettonici, Paesaggistici, Storici, Artistici ed Antropologici per le province di Firenze, Pistoia e Prato

La Galleria degli Uffizi

Il Comune di Bagno a Ripoli

VIVAHOTELS

Descrizione del progetto


La "Città degli Uffizi. L'Oratorio di Santa Caterina all'Antella e i suoi pittori" rappresenta il secondo evento del più ampio progetto "La città degli Uffizi", mirato a promuovere un sistema espositivo policentrico di qualità, diffuso nell'area fiorentina, avente il suo fulcro di irradiazione nel patrimonio inestimabile conservato nei depositi degli Uffizi o di altre istituzioni museali fiorentine. L'iniziativa prevede l'esposizione di 12 prestigiose opere collegate storicamente ed artisticamente alla splendida location della mostra stessa: il trecentesco Oratorio di Santa Caterina, già sede espositiva d'eccezione, presso il quale sono conservati affreschi del Maestro da Barberino, Pietro Nelli e Spinello Aretino e dove, in passato, si trovavano il trittico di Agnolo Gaddi "Madonna col Bambino in trono fra i santi Filippo e Lorenzo", conservato oggi nella Galleria degli Uffizi e appositamente in fase di restauro, nonchè la lunetta ad affresco di Spinello Aretino, "Madonna col Bambino e due angeli".
In occasione de "La Città degli Uffizi. L'Oratorio di Santa Caterina all'Antella e isuoi pittori" verranno quindi esposti il ricordato trittico del Gaddi - ritorno/evento basilare della mostra - e, tra le altre opere, la lunetta e relativa sinopia di Spinello Aretino che rientreranno DEFINITIVAMENTE nell'Oratorio, assieme ad altre due opere dei pittori, Maestro di Barberino ("Madonna col Bambino in trono") e Pietro Nelli ("Crocifisso sagomato"), che lavorarono agli affreschi del ricordato edificio. Il progetto prevede inoltre la creazione di eventi collaterali: convegni e seminari; aperture straordinarie in occasione di concerti e spettacoli; visite guidate, attività didattiche in collaborazione con i plessi scolastici del territorio comunale ed intercomunale.

La location


L'oratorio di Santa Caterina delle Ruote è considerato uno dei gioielli artistici della zona, riportato al suo originario splendore nel 1998 dopo due anni di resttauro. L'oratorio, voluto da Alberto degli Alberti e costruito dai figli a partire dal 1354, si presenta con una facciata a capanna, tipica dello stile architettonico del tempo. L'interno è caratterizzato da un'unica navata, che termina in una scarsella, la parte finale della cappella, rialzata da due gradini, ed è suddiviso in due campate con volte a crociera.
Entrando il visitatore rimarrà stupito dall'abbondanza di affreschi che adornano le pareti e le volte della campata più interna fino alla scarsella. I dipinti, opera del Maestro di Barberino, del suo giovane aiutante Pietro Nelli, e del più famoso Spinello Aretino e ispirati alla narrazione presente nella "Legenda Aurea" di Jacopo da Varazze, raccontano la vita di Santa Caterina di Alessandria perseguitata dall'Imperatore Massenzio a causa della sua fede cristiana. La leggenda narra che neppure cinquanta tra i più celebri oratori, inviati dall'Imperatore per convertire la bella e giovane Caterina al paganesimo, riuscirono nella loro missione; al contrario, finirono per riconoscere il cristianesimo come loro religione e per questo furono bruciati vivi da Massenzio.
Il nome dell'Oratorio, Santa Caterina delle Ruote, si riferisce alle torture inflitte dall'imperatore alla giovane donna, mediante un meccanismo che, attraverso quattro ruate dentate, l'avrebbero dovuta dilaniare. Come si può vedere dal grande affresco sulla parete destra della scarsella, Caterina venne invece salvata dagli angeli che distrussero le grandi ruote, bloccando l'ingranaggio con le loro spade. Dopo l'ennesimo rifiuto a convertirsi, Caterina fu imprigionata e lasciata senza cibo. Fu nutrita da una colomba inviata da Dio e curata dagli angeli. L'imperatore, stizzito, la mandò a morte: dal corpo della ragazza decapitata sgorgò latte anzichè sangue (per questo motivo la santa è protettrice delle gestanti, oltre che degli studiosi). Gli angeli portarono il corpo sul monte Sinai e lì lo seppellirono. Ad oggi l'Oratorio è la suggestiva location di concerti ed esposizioni d'arte.

La Fondazione Romualdo Del Bianco desidera ringraziare le aziende del territorio fiorentino che hanno aderito e sostenuto la mostra:

Vivahotels art in our heart Cmm srl, San Gimignano, Siena
Ceccherelli & Checcucci s.n.c., Imbiancature e Verniciature Dimensione Sicurezza S.r.l.
Elleci srl, Firenze Elleti System srl, Firenze
Fratelli Ermini srl, Reggello,Firenze La falegnameria artigiana srl di Ducceschi M., Firenze
Pierazzoli F.lli s.r.l, Installazione e manutenzione elevatori Sanitermo srl di Fiaschi G., Firenze
Secur Service S.A.S. Servizi di Vigilanza e Sicurezza