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ricerche
archeologiche furono iniziate precedentemente, a partire dalla prima
decade del 18° secolo.
I primi saggi presso Starza della
Regina furono intrapresei negli anni ’30 del 20° secolo, dopo la
fortuita scoperta nel corso di alcuni lavori agricoli di un muro di
notevoli dimensioni che immediatamente fecero pensare alla presenza di
un complesso architettonico di una certa importanza. Gli scavi, eseguiti
dal 1934 al 1936 da Matteo Della Corte sotto la supervisione di Amedeo
Maturi, prtarono alla luce i resti di un edificio monumentale.
L’edificio si era conservato sino all’altezza massima di 9 metri e fu
distrutto, secondo le ipotesi degli stessi archeologi, “dal fango
conseguente all’eruzione del 79 DC”, quando i lavori di restauro
susseguenti al terremoto del 62 erano sempre in corso.
Fra le vestigia allora scoperte, la
più maestosa era la “colonnata con archi e pilastri” orientata da est ad
ovest e di una lunghezza approssimata di 12 metri; essa era collegata
perpendicolarmente ad un “muro di mattoni” decorato con tre nicchie.
Inoltre furono scoperti “colonne e capitelli di marmo, pavimenti in
mosaico, splendidi frammenti di statue raffiguranti persone con sontuose
vesti, (…) stucchi policromi di muri e lacunari.
Nonostante le investigazioni allora
eseguite fossero limitate (approssimativamente 70 metri quadrati), i
caratteri monumentali delle costruzioni riportate alla luce e la loro
collocazione furono ritenuti elementi sufficienti per identificare il
complesso quale la residenza nella quale l’imperatore Augusto trascorse
gli ultimi giorni della sua vita, già più volte citata dalle fonti
letterarie (Suet. Aug. 98; 100; Tib. 40 Tac., Ann., I, 5;I, 9; IV, 57) e
situata apud Nolam...
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