SEIICHI YAMAGUCHI

Kawanabe Kyosai
(1831-1889)
Un pittore giapponese che volge le spalle all'occidentalizzacione
 

Non so se in questo salone ci sia qualche persona che conosce il pittore Kawanabe Kyosai, più noto all’estero che in patria. Il suo nome, pur essendo poco ricordato in Giappone, ancora oggi suscita un certo fascino in Europa e negli Stati Uniti Infatti i suoi quadri, stampe e disegni, comprese le opere false, ammontano a oltre 1000 e sono conservati con cura da vari musei e collezionisti occidentali. E stato uno dei pittori più popolari della sua epoca e non a caso le sue opere venivano spesso falsificate. Dunque oggi ci soffermeremo sui motivi per cui è stato dimenticato in Giappone mentre ha mantenuto la fama in Occidente. 

Kyosai nasce nel 1831, ha quindi cento anni più di me. Considerando la sua innata passione per il disegno, il padre decide di farlo studiare presso un disegnatore di stampe, Utagawa Kuniyoshi (1797-1861).

 Ora vorrei raccontarvi un famoso aneddoto; a sei sette anni, il bambino, mentre osserva il vortice di un fiume straripante, vede una testa tagliata galleggiare. Quando la porta a casa, il padre si infuria; il giorno dopo Kyosai la getta di nuovo nel fiume. Nonostante la giovane età egli ritrae la testa in una maniera così verosimile da terrorizzare gli adulti. 

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In seguito, per circa dieci anni, si dedica totalmente allo studio delle tecniche pittoriche di tradizione giapponese e orientale. Egli compie i suoi studi presso l’Istituto di Kano, accademia di notevole prestigio. I maestri della scuola Kano, tra cui quello di Kyosai, appartenevano ad un ceto sociale elevato tanto da offrire il loro talento allo shogunato, il governo militare. Grazie alle sue doti intrinseche e agli studi assidui apprende diversi stili di pittura, non solo quelli della scuola Kano. Dopo il diploma, ad esempio, per necessità si occupa anche di xilografia. 

Durante l’apprendistato, Kyosai cerca fondamentalmente di osservare gli oggetti in maniera meticolosa. Per eseguire il ritratto di un corvo, inizialmente guarda soltanto l’animale. Dopo aver osservato e memorizzato la posa, sì sposta altrove e comincia a disegnare. Se non è sicuro dei dettagli, torna a guardare il corvo. Nel caso che quest’ultimo sia in movimento, il pittore attende che il corvo assuma nuovamente la posa di prima. Poi si rimette a disegnare. Come Kyosaì stesso racconta al pittore londinese Mortimer Menpes, che visita il Giappone nel 1887. è proprio grazie alle innumerevoli ripetizioni di questo esercizio che egli riesce a sviluppare uno sguardo sempre più acuto. 

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Negli ultimi anni di vita, Kyosai prepara le immagini che abbiamo visto poco fa per la realizzazione della sua biografia curata da un amico. La capacità di riprodurre in qualsiasi moMento ogni scena impressa nella sua memoria nasce dagli esercizi di osservazione. Questo metodo, con il quale si possono tracciare figure precise dalle linee dinamiche, ricorda quello utilizzato da Hokusai, che, come sappiamo, ha affascinato i francesi e dato vita al Japonisme. Nel momento in cui gli occidentali sentono la necessità di colmare il vuoto lasciato dalla scomparsa di Hokusai, avvenuta nel 1849, rimangono incantati dai tratti veloci e dinamici di Kyosai. Ad esempio l’inglese Josiah Conder, che arriva in Giappone per introdurre l’architettura moderna, diviene addirittura un suo discepolo, Il discorso simile vale anche per altri stranieri invitati dal governo come l’incisore genovese Edoardo Chiossone, il chirurgo inglese William Anderson e l’internista tedesco Erwin von Baltz: tutti accesi sostenitori di Kyosai. 

In Europa, sin dall’epoca di Leonardo, sono sempre stati apprezzati studi preparatori e schizzi nella tradizione giapponese, invece, si sono distinte due tipologie di pittura: “quadri elaborati” (mitsuga) e “quadri rozzi” (soga). I primi, essendo opere complete, erano particolarmente ammirati, mentre i secondi erano considerati un genere minore, «quadri di base” (shitae e quindi trascurati In generale potremmo dire che questa tendenza permane ancora oggi. Kawanabe Kusumi, l’attuale direttrice del Museo Commemorativo di Kyosai e pronipote dell’artista, sperimenta sulla propria pelle questo contrasto di gusti tra Oriente e Occidente, quando a Londra incontra un antiquario che possiede un quadro di Kyosai e le chiede il relativo disegno di base. 

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Il francese Emile Guimet è il primo straniero a presentare il pittore in Europa. Come sappiamo, egli è il fondatore del Musée Guimet accompagnato dal pittore Felix Regamey, visita il Giappone nel 1876, otto anni dopo la riforma Meiji e il crollo del governo Tokugawa. Guimet si reca in Giappone allo scopo di ottenere informazioni sulle religioni e di raccogliere oggetti sacri A quell’epoca, poiché non esisteva ancora la macchina fotografica, era comune che i viaggiatori si facessero accompagnare dai disegnatori. 

Un giorno di settembre, i due francesi si recano da Kyosai. Essendo Kyosai uno dei pittori più popolari del Giappone, un noto caricaturista, in particolare nei confronti delle divinità buddhiste, fino ad allora di assoluto valore, Guimet e Regamey decidono di incontrarlo. Guardiamo ora due disegni satirici con i motivi buddhisti che hanno catturato l’attenzione di Guimet. 

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Durante l’incontro fra Kyosai e Guimet, Regamey comincia a ritrarre il pittore giapponese. Kyosai, presa una penna, ritrae a sua volta Feltro. Guimet definisce la scena <un duello fra Oriente e Occidente>. I due ritratti vengono riportati nel diario di viaggio di Guimet, pubblicato due anni dopo. Nel volume Promenades Japonaises si trova anche una icona di Buddha che ricorda Cristo, regalo di Kyosai quale memoria di un incontro sulla religione. 

Abbiamo detto prima che Kyosai era conosciuto soprattutto come caricaturista. Più che altro, quando tratta di politica, la sua satira è efficace e pungente. Di fatto un documento dell’epoca dice che nel 1870, due anni dopo la riforma, il pittore viene arrestato per vilipendio ad un importante burocrate del nuovo governo. Egli è tenuto sotto controllo dai governo, tanto che Guimet parlando con un giapponese della sua imminente visita a Kyosai si sente rispondere, “Se non è a casa è in carcere”. 

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Kyosai, ricordando l’arresto del 1870, riproduce a posteriori alcune scene. Ecco due illustrazioni estratte dalla biografia La pittura secondo Kyosai menzionata poco prima. 

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Non si sa esattamente per quale disegno sia stato arrestato. La biografia attesta che nel disegno in questione un noto politico si sottomette a degli stranieri; in un altro documento si parla di un disegno in cui il primo ministro Sanjyo Sanetomi sodomizza uno straniero. In base alle recenti ricerche si suppone che si tratti di una serie dì stampe erotiche dell’epoca. 

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Nel 1868, anno dì gandi riforme, Kyosai ha 37 anni. Cresciuto come figlio dì samurai di basso rango che tuttavia serviva direttamente lo shogunato, si affeziona alla cultura della capitale Edo; è quindi disgustato dai funzionari del nuovo governo che hanno invaso la città. Egli prova non tanto una simpatia per il processo di occidentalizzazione chiamato “civilizzazione”, quanto invece una nostalgia nei confronti dell’epoca precedente. Nonostante questo, senza mai intimorirsi, con uno spirito critico, sano e libero, non dimenticava di affrontare nelle sue opere problemi riguardanti l’età precedente, come l’ingiustizia e [iniquità della politica. 

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In realtà, la stampa di sinistra è un rifacimento; recentemente è stata scoperta la versione originale. 

Si suppone che il governo militare abbia subito bandito queste stampe e sequestrato tutte le copie custodite. Di conseguenza la scoperta della versione originale è un fatto eccezionale. Si dice anche che Kyosai viene di nuovo arrestato e scarcerato solo successivamente a patto di apportare modifiche all’opera. L’episodio attesta la sua notorietà fra il popolo e, inoltre, in questa occasione egli si distingue anche per lo spirito critico dirompente. 

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In seguito alla persecuzione del 1870 il pittore cambia il modo di scrivere il proprio nome d, passando da Kyosai, i cui ideogrammi significano “artista pazzo”, a Kyosai ~ che significa invece “artista illuminato”. La pronuncia non cambia, ma il primo ideogramma viene sostituito da un altro (appunto da “pazzo” a “illuminato»). 11 suo stile caricaturale ottiene così un effetto ancora più acuto, fungendo da portavoce e da sfogo per il popolo.

La tipologia di disegno più apprezzata dal gusto popolare è la caricatura della “civilizzazione”. All’insegna di quest’ultima si diffonde [imitazione della cultura occidentale nella nuova politica, nel nuovo sistema e nei nuovi costumi. La generazione dei giovani infatti riproduceva fedelmente il comportamento degli occidentali.

Ovviamente Kyosai e una presenza scomoda per il potere. All’Esposizione Nazionale del 1881, organizzata dal governo, un’immagine di corvo ritratta da Kyosai riceve molti complimenti e alla fine vince il primo premio. Nel complimentarsi con lui, le parole sull’attestato dicono: <Finora i suoi disegni piacevano solo alla gente volgare, in effetti non erano pregiati da un punto di vista estetico.

Se d’ora in poi prendendo in considerazione gli errori del passato produrrà altre opere come questa, si trasformerà in pittore eccelso>. Più che un augurio, è un ammonimento. Eppure la popolarità di Kyosai non cessa. In quell’anno l’arcitetto inglese Conder diventa un suo discepolo, così che la fama del pittore si allarga e molti collezionisti e editori lo contattano costantemente. La fortuna di Kyosai è descritta in modo dettagliato nella sua biografia. 

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Nel 1889 la malattia di Kyosai peggiora e il pittore muore stringendo le mani di Conder. È il 26 aprile. Il medico curante Baltz scrive nel suo diario: <Sta morendo il migliore pittore vivente del Giappone. È affetto da cancro allo stomaco. Benché le sue opere Siano prossime alla caricatura, Kyosai, dotato di grandi idee e di tecnica potente, è imparagonabile ad altri artisti>. Davvero il pittore aveva un notevole talento nonché in altri campi non caricaturali e più dottrinali. 

Purtroppo in Giappone la notorietà di Kyosai sì è spenta immediatamente dopo la sua scomparsa. I simpatizzanti che hanno vissuto i tempi difficili, contemporaneamente a lui, sono stati sostituiti dalla generazione successiva, formatasi nel corso della “civilizzazione» con il nuovo metodo di educazione. Per loro le critiche e le satire di Kyosai appaiono incomprensibili.

Un altro elemento negativo che ha determinato il degradarsi della figura di Kyosai e il ritorno degli ideali tipici giapponesi, sostenuti dai critici Fenollosa e Okakura, che potrebbero sintetizzarsi in sublimità e liricità. In questo clima i pittori dinamici e vitali come Hokusai e Kyosai venivano respinti, in quanto considerati “villani”. Successivamente il recupero della loro fortuna critica sarebbe stato suggerito dall’ammirazione espressa, nei confronti della loro opera, dai paesi occidentali. 

Gli stranieri appassionati di Kyosai che abbiamo citato, erano coloro che sapevano già come [essenza negativa implicita nel processo di modernizzazione chiamato “civilizzazione e illuminismo” stesse nel materialismo che non aveva niente a che fare con alcun tipo di spiritualità. Essi intuivano quanto, in tempi futuri, il Giappone sarebbe stato devastato dall’edonismo materialistico e dall’inquinamento ambientale. Loro che amavano “il bel Giappone classico” si accordavano di conseguenza con la critica acuta di Kyosai e si meravigliavano della vivacità dei tratti, riconoscibile sui disegni di base. A mio avviso, le opere che sono state trasportate all’estero evocano ancora freschezza e suscitano un riso piacevole in chi le guarda, tanto da indurre a un loro costante riconoscimento nei paesi occidentali.



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